Google Panda è l’aggiornamento dell’algoritmo di Google per migliorare la qualità delle ricerche. Per la precisione Google Panda nasce per dichiarare guerra alle content farm, cioè quei siti che accumulano articoli di scarso valore come le news aggregator, o i siti di article marketing. Questi siti infatti accumulano articoli brevi, poco approfonditi e duplicati che non sono di nessuna utilità agli utenti.
Negli USA sono già stati penalizzati moltissime content farm come Hubpages. Proprio il suo CEO ha scritto una lettera a Google nella quale denunciava la penalizzazione. Secondo le sue argomentazioni Hubpages sta agli articoli come Youtube sta ai video, con la differenza che Youtube non è stato penalizzato. Infatti, come ben noto, anche Youtube ha un enorme quantità di materiale spazzatura, che sta dando molti grattacapi ai suoi dirigenti, ma Youtube non ha subito penalizzazioni. Secondo alcuni studi solo il 30% dei video caricati su Youtube assorbe il 99% del traffico presente sul sito, il che significa che il restante 70% è contenuto di basso valore. Tuttavia solo Hubpages e altri siti basati su articoli hanno subito penalizzazioni.
Il problema però fonda sul fatto che Youtube è composto di video e questi sono difficili da indicizzare. Si possono solo vedere i tag, la descrizione, il numero di visite e la latenza dei visitatori ma il contenuto non può essere controllato dagli spider.
Senza contare che Youtube appartiene a Google e nessuno penalizza il proprio figlioccio.
La questione si chiude qui? Assolutamente no. Infatti come se non bastasse l’agenzia Searchmetrics (www.searchmetrics.com) ha condotto una ricerca per verificare quali siti avessero ottenuto penalizzazioni e quali invece fossero stati avvantaggiati. Ebbene, Youtube non solo non è crollato, ma ha ottenuto un aumento della sua visibilità SEO del 19%. E’ stato addirittura premiato.
Ma da come si può vedere anche altri aggregatori di video sono stati premiati. Anzi sia Vimeo che Dailymotion hanno ottenuto lo stesso miglioramento di Youtube nonostante siano meno popolari (meno visitatori e tempo di latenza inferiore). Verrebbe da pensare che le video farm come Youtube non sono state penalizzate perché non possono essere valutate in quanto non esistono criteri attendibili per valutare un video.
Questa condizione di siti a statuto speciale probabilmente durerà ancora a lungo per i video farm, per cui ci saranno molte libertà per i creatori di video. Infatti le uniche regole per misurare un video restano tutt’oggi tag, descrizione e visite.
Ma non è tutto. C’è qualcuno che va dicendo che il Google Panda Update non è solo composto da algoritmo, ma anche da mano umana. Infatti secondo costoro molti siti che presentano degli evidenti fattori contrari alla Google Panda sono perfettamente indicizzati. Altri siti invece hanno subito pesanti penalizzazioni. L’idea è che Google volesse fare piazza pulita di 4 o 5 content farm che occupavano sempre i primi posti dei motori di ricerca con contenuto di scarso valore o riciclato.
Sarebbe interessante scoprire la verità, così un bel po’ di Webmaster potrebbero risparmiarsi una lunga revisione del proprio sito per evitare di incappare in penalizzazioni.
In ogni caso una cosa è certa, Youtube risponde in fin dei conti ai criteri che hanno mosso questo ennesimo update di Google. Insomma Youtube è il terzo sito più visitato al mondo e un dato del genere taglia la testa al toro. Gli utenti vogliono Youtube, sarebbe assurdo penalizzarlo solo per seguire un criterio matematico. Non è un caso che le aziende investono sempre di più nella pubblicità su Youtube, lo fanno perché ci sono migliaia di utenti.






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